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Paola Ferraro

Paola ritratta da Alessandro Papetti
Il tratto principale del mio carattere.

In realtà bisognerebbe farlo dire a qualcun altro; io mi riconosco curiosa, impulsiva, ottimista, altruista e generosa.

La qualità che desidero in un uomo.
Senza dubbio la sincerità.

La qualità che preferisco in una donna.
La disponibilità.
 
Quel che apprezzo di più nei miei amici.
Le due caratteristiche citate sopra: la sincerità e la disponibilità.

Il mio principale difetto.
La testardaggine.

La mia occupazione preferita.
Oltre alla passione per il mio lavoro, adoro leggere, ascoltare musica e fare sport, soprattutto correre, all'aria aperta.

Il mio sogno di felicità.
Avere sempre salute e amore, inteso in senso generale, cioè essere circondata da persone che amo.

tramonto sulle Eolie

Quale sarebbe, per me, la più grande disgrazia.
Perdere la vista.

Quel che vorrei essere.
Una scrittrice.

Il paese dove vorrei vivere.
A livello concettuale su un'isola, una qualunque; se penso invece a un luogo dove io traggo ispirazione per il mio lavoro, penso ad alcune isole particolari, le Eolie, le “mie” isole. Per lavorare anche Milano non mi dispiace affatto. Ed è una città che amo molto.

Il colore che preferisco.
Il rosso Velasquez, quella tinta utilizzata dal pittore spagnolo per esempio nel ritratto di Innocenzo X.

Il fiore che amo.
La rosa.

cavallo, dipinto di Paola
L'animale che preferisco.

Ho una grande passione per i cavalli, che ho dipinto anche in molti miei quadri.

Il mio poeta preferito.
In realtà è una poetessa, Wislawa Szymborska.

I miei eroi nella finzione.
Sono sempre stata attratta dagli eroi misteriosi, affascinanti, da Zorro al pirata Jack Sparrow interpretato da Johnny Depp. 

Le mie eroine preferite nella finzione.
Non ho mai avuto eroine femmine, ma un personaggio che mi affascina è Lady Galadriel de Il Signore degli Anelli, e non soltanto per i suoi specchi...

I miei compositori preferiti.
Mozart in assoluto, seguito da Bruckner e Wagner; tra i contemporanei ho ascoltato e ascolto molto Philiph Glass e Giovanni Sollima; mi piacciono anche il rock e il pop, in particolare i Dire Straits e i Green Day.

I miei artisti preferiti.
Qui si fa difficile rispondere, se non creando almeno tre categorie:
tra i grandissimi classici, se devo ridurre a due i nomi scelgo Michelangelo e Caravaggio; poi John Singer Sargent e le sue dame; tra i contemporanei ho meno dubbi e dico Burri e Fontana; conosco poi personalmente molti artisti che seguo e ammiro, come Velasco Vitali e Alessandro Papetti (autore del mio ritratto che apre questa pagina), con il quale ho un lunghissimo rapporto di amicizia.

I miei eroi nella vita reale.
Se penso al termine eroe in senso stretto il mio pensiero va a Falcone e Borsellino, persone che hanno sacrificato la loro vita per combattere le mafie. Se allargo il concetto a personaggi storici che mi hanno lasciato qualcosa, e le cui opere ancora mi trasmettono, dico Totò e Eduardo De Filippo. Giovanni Sollima in concerto

Le mie eroine nella storia.
Anche loro hanno a che fare con l'arte, e sono Frida Kahlo e Peggy Guggenheim.

I miei nomi preferiti.
Martina, Camilla ed Eleonora, i nomi delle mie tre splendide figlie.

Quel che detesto più di tutto.
L'avidità, spesso accompagnata dalla tracotanza e dalla mancanza di un segno di vergogna. L'essere avidi, arroganti e prepotenti e non dispiacersene.

I personaggi storici che disprezzo di più.
Faccio parte di una generazione per la quale Hitler è sempre stata la risposta più ovvia, e ciò che ha fatto non va dimenticato, ma non avendo vissuto quella fase storica in prima persona, ho nutrito maggior disprezzo per quei dittatori che ho visto “all'opera” in tempo reale, come Ceausescu e Gheddafi.

Il dono di natura che vorrei avere.
Avere la padronanza assoluta di uno strumento musicale e con esso potermi esprimere a piacimento.
In realtà adoro cantare (dal canto gregoriano a quello polifonico) e ho anche suonato il flauto traverso e il pianoforte, ma vorrei saperli “usare” proprio BENE.

Paola "musical"
Come vorrei morire.

Nel sonno.

Stato attuale del mio animo.
Il termine che più si avvicina è speranzoso, ma in realtà è più complesso: mi sento nello stato del contadino che ha passato tutte le fasi della lavorazione dei campi, ha seminato, e ora attende fiducioso il raccolto, il frutto del suo lavoro, senza però smettere di alzarsi presto e rimettersi ogni giorno all'opera.

Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza.
Sono molto intransigente nei miei confronti, e non mi perdono quasi nulla.
Negli altri sono indulgente per i “peccati” di gola e per gli sbagli dettati dall'inesperienza.

Il mio motto:
“Domani è un altro giorno”.

 

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